La plasticizzazione della materia legnosa

Tre fasi della fabbricazione dei legni solidi curvati

La plasticizzazione del legno si ottiene attraverso il riscaldamento della materia legnosa e aumenta a partire dalla temperatura di 70°C fino ad arrivare all’optimum, che si ha a 145-150 °C. Per quanto riguarda l’umidità, i valori più convenienti si aggirano intorno al 14-16%, ma possono raggiungere anche il 25%.

Dal punto di vista fisico, la massima plasticizzazione si ottiene nei confronti della compressione, la minima nella zona di trazione (allungamento). Durante il trattamento la linea neutra, ossia l’area dove i due sforzi si equilibrano, tende a spostarsi verso l’esterno dell’arco aumentando la sezione plastica.

 

 

 

 

Per facilitare ulteriormente questo spostamento conviene ricorrere a dispositivi (forme sagomate) che durante la curvatura non permettono allungamenti. Se infine il legno curvato caldo si lascia raffreddare ed essiccare nella forma, la curvatura si stabilizza ed il legno riprende la resistenza originaria.

La fabbricazione dei legni solidi curvati si può riassumere quindi in tre fasi:

  1. plastificazione per azione del calore;
  2. curvatura;
  3. stabilizzazione della curvatura per essiccazione del legno con temperature superiori a 65°C.

Per poter ottenere dei risultati soddisfacenti bisogna impiegare legno privo di nodi e di difetti quali deviazione delle fibre e tensioni interne. La specie legnosa più adatta è il Faggio seguito da Frassino, Acero, Betulla, Quercia, Castagno, Robinia, Ciliegio, Bagolaro, ecc.  Non risultano viceversa adatte le conifere ed i legni tropicali.