Gli insetti xilofagi saprofiti

I Coleotteri
Insetti che volano e depongono le uova nei pori e nelle fenditure del legno. I danni maggiori sono provocati dalle larve che scavano delle gallerie nell’interno del materiale in opera.
Sono presenti in tutta Europa, ma il rischio di attacco varia in misura notevole a seconda dell’area geografica.
I più importanti sono Hylotrupes bajulus, Anobium punctatum e Lyctus brunneus. Esistono moltri altri insetti di minor importanza che distruggono il legno; fra essi, per esempio, Hesperophanes e Xestobium rufovillosum.

  • Hylotrupes bajulus (Capricorno delle case): è senza dubbio uno dei maggiori nemici del legno in opera, specialmente di Conifere, ed i danni provocati dalle larve sono estremamente gravi.
    È presente fino ad un’altitudine di circa 2.000 m, di minor importanza nel nord, nord-ovest dell’Europa.
    La vitalità di questo insetto dipende dalla temperatura e dall’umidità dell’aria. Il periodo di incubazione delle uova può essere di 5-9 giorni con temperatura di 31,5 °C e umidità del 90-95% oppure di 48 giorni con temperatura di 16,6 °C e umidità ambientale del 18% (condiziona quest’ultima assai sfavorevole).
    Le larve scavano gallerie piene di rossume prevalentemente nell’alburno provocando gravi danni strutturali al legno che può perdere del tutto la sua struttura e la sua consistenza.

 

 

 

 

 

  • Anobium punctatum (Tarlo dei mobili): è particolarmente diffuso nelle zone a clima marittimo e ovunque prevalgano condizioni di elevata umidità. L’attacco avviene di preferenza su legno abbattuto o già in opera indifferentemente di conifera o di latifoglia, coinvolgendo l’alburno ed il durame. Le larve sono responsabili di scavare delle gallerie con rossura grossolana mescolata ad escrementi. Anche se molto attaccato il legno non perde completamente la sua resistenza e la struttura è sempre riconoscibile.

 

 

 

 

 

  • Xestobium rufovillosum (Orologio della morte): attacca di preferenza il legno abbattuto o già in opera, ma comunque sufficientemente umido, di Latifoglie varie (Querce, Olmo, Noce, Ontano, Pioppi) oppure su vecchie capitozze deperenti di Salice. I danni dello Xestobium sono analoghi a quelli dell’Anobium. Di importanza significativa per i legni utilizzati nelle strutture in vecchie costruzioni nella maggior parte d’Europa. 
     
  • Lyctus brunneus (Lyctus): ha ricevuto nel passato scarsa attenzione, ma i danni che causa sul legname in opera per infissi e mobili appaiono attualmente molto gravi. La larva, che si sviluppa in maniera ottimale con umidità del legno elevata, attacca tutte le Latifoglie nostrane a legno tenero e con grossi vasi, nonché l’alburno delle specie dure, particolarmente delle Querce. Le sole specie che sembrano immuni sono il Pioppo, il Faggio e la Betulla, mentre gli Eucalipti risultano essere attaccati. Se l’infestazione è particolarmente forte la massa intera del legno si trasforma in un ammasso unico di rossura compressa nella quale non è nemmeno più riconoscibile la struttura dei tessuti. Il Lyctus brunneus è la specie più diffusa in Italia

 

 

 

 

 

  • Hesperophanes sp.p.: specie diffusa nell’Europa Centrale e meridionale. I legni più colpiti sono quelli di Cerro, Robinia, Faggio, Pioppo, Noce e Castagno. Le femmine depongono le uova di preferenza nelle fessure e nelle anfrattuosità del legno in opera come travature dei tetti, mobili, pavimenti in legno ed ogni genere di infissi. I danni causati dalle larve possono essere molto gravi perché coinvolgono irreparabilmente la struttura e la resistenza meccanica del pezzo. Risulta infine assai difficile diagnosticarne la presenza.

     

Isotteri (Termiti)
Insetti sociali suddivisi in varie famiglie. Le specie più pericolose per gli edifici sono quelle sotterranee, principalmente Reticulitermes lucifugus e il Reticulitermes santonensis. In Europa le termiti sono presenti soltanto in certe aree geografiche limitate; la presenza è accertata in Italia in tutta la parte peninsulare e nelle isole. In tali zone, l’uso di prodotti preservanti del legno nella lotta contro le termiti è integrato dall’adozione di altre misure di protezione prese, per esempio per pavimenti, per fondamenta e per pareti. L’estrema pericolosità dell’attacco dipende dal fatto che, poiché la loro attività rifugge assolutamente la luce, nulla si percepisce ad una sommaria ispezione in quanto la superficie esterna dei pezzi di legno è sempre accuratamente rispettata cosicché l’allarme (sempre tardivo) è dato dal crollo di qualche trave o dallo sfondamento di qualche infisso quando l’infestazione ormai è pienamente in atto.